Chi sono

Lorenzo De Palo

FDE Quando, con chi e come hai iniziato a praticare Yoga?

 LDP: Molto spesso ci si avvicina allo yoga perché si ha un problema, o perché si ha voglia di svoltare una situazione lavorativa faticosa e piena di stress (io lavoravo in una agenzia di pubblicità) o perché l’ansia ha iniziato a non farci dormire più la notte e affidiamo al corso di yoga il grande compito di “farci rilassare”. Io, ho iniziato a praticare perché ho avuto due pneumotorace — tecnicamente, il collasso del polmone — sempre lo stesso, quello di sinistra, vicino al cuore.  Ho scoperto l’Ashtanga Yoga nel 2011 grazie ad Alessandro Sigismondi (allora mio vice-direttore creativo, oggi autorizzato KPJAYI)  e ho deciso di avvicinarmi a questa pratica con Gianrenato Marchisio (Autorizzato KPJAYI) e Stefania Valbusa con i quali studio e pratico regolarmente ancora oggi. Da subito ho compreso come l’aspetto ‘fisico’ della sequenza fosse solo la punta dell’iceberg di un processo di cambiamento e come lo yoga stesse già iniziando a cambiare la mia vita. In questo contesto ho conosciuto Elena De Martin  (Autorizzata Liv. II KPJAYI). Un incontro importante con un’insegnante che è diventata per me fonte di ispirazione e determinazione nell’approfondimento della pratica nella tradizione di Mysore. Negli anni successivi ho proseguito gli studi anche con il contributo di Kristina Karitinou (2013-2015-2017) e con grandi maestri come Eddie Stern (2014 e 2016), Chuck Miller (2014), Gabriele Severini (2012 e 2015), R. Sharat Jois (2015) e recentemente ho studiato con David Swenson, con il quale ho approfondito le tecniche di insegnamento e di correzione delle posture.  Nella continua ricerca del/nel Dharma ho iniziato gli studi presso il centro Buddista Tibetano Milarepa qui a Torino e ricevo insegnamenti e iniziazioni nella tradizione Karma Kagyu dal Lama Shartul Rinpoche.

Lorenzo De Palo in Marichyasana D

FDE: Cosa significa oggi per te praticare? In che modo ha influenzato la tua vita?

LDP: Praticare per me rappresenta la quotidianità, la continua connessione e il continuo feedback tra la rappresentazione di me e la manifestazione di me. Semplicemente io avevo, forse ho ancora, un caratteraccio e l’Ashtanga mi ha insegnato come non esserne più schiavo, mi ha insegnato ad andare oltre al ‘sono fatto così’, a superare i miei rigidi schemi e mi ha insegnato la voglia di cambiare idea e di sentirmi in definitiva, meno stupido. Scegliere e prendere delle decisioni lontani dai nostri condizionamenti (la nostra storia) essere liberi di trasformare un giorno qualsiasi in un giorno nuovo per davvero: questo è quello che la pratica mi insegna ogni giorno. E cosa è cambiato dal 2011? Tutto.

FDE: Come ti sei avvicinato all’insegnamento, e quali sono i metodi che trasmetti ai tuoi studenti? Seguendoti, ho visto che hai introdotto anche lo Yin Yoga…

LDP:Insegnare non era un progetto e se lo fosse stato non mi sarei mai sentito pronto probabilmente. Ho iniziato lo scorso giugno  presso il centro This is Life a Torino con due lezioni guidate di introduzione all’Ashtanga Yoga. Il focus di queste lezioni è sempre e solo il respiro: non mi interessa in questo contesto l’esecuzione delle Asana quanto invece la costruzione del flusso in cui il movimento si compie, e questo può solo avvenire per mezzo del respiro elemento fondamentale per innescare quello che chiamo – “il processo”. In queste lezioni cerco di dare molte indicazioni a livello fisico/anatomico affinché le persone possano iniziare a sentire e attivare il proprio corpo in maniera più profonda. Spesso mi chiedono cosa c’entra tutto questo con lo Yoga? Non parlo mai di cielo, stelle e chakra. Beh io sono convinto del fatto che il cambiamento arrivi tramite l’esperienza diretta, l’esperienza diretta la si matura con la presenza, la presenza la si costruisce con il respiro: quindi dobbiamo imparare a respirare e come? Cercando di creare spazio, allineamento e allungamento nel nostro corpo, affinché il respiro possa compiersi e avvenire in maniera fluida. L’asana? L’espressione di questo processo. Lo Yin Yoga? Una vera scoperta penso sia una pratica complementare e assolutamente essenziale per chi fa uno ‘yoga dinamico’, lo Yin è come se mettesse a posto, desse un senso a quanto costruito dinamicamente, come se mettesse ordine. È anche però un ‘esercizio’ molto complesso sia a livello mentale, che fisico, le Asana da tenere non sono poi così semplici.

FDE: Cosa suggerisci ad un neofita che vuole muovere i suoi primi passi nello Yoga? Quali classi offri a chi inizia questo percorso?

LDP: Più che un consiglio, cosa dico a chi inizia? NON ABBIATE PAURA questa pratica è davvero per tutti ne sono convinto (credo di esserne un esempio), e che ognuno trovi per iniziare un po’ l’approccio che vuole, ma che a questo non manchi mai il perseverare e il rimanere in ascolto. Queste a mio avviso sono le condizioni sulla base delle quasi può succedere ‘qualcosa’. L’Ashtanga Yoga in questo si rivela una pratica meravigliosa nel giro di pochi mesi il corpo inizia a cambiare e le persone che hanno iniziato con me in questi mesi mi stupiscono di lezione in lezione.

Tratta un’intervista da © THE YOGA BLOG di  Francesca D’errico

 

Yoga Alliance® ERYT 350 e RYT YIN 50

 

Praticare in Italia, Torino part 2: Lorenzo De Palo

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